La nostra Scuola

Dal 1° settembre 2012 è stato istituito l’Istituto Comprensivo “V F. Cassano - A. de Renzio” come stabilito dal Piano di dimensionamento della rete scolastica con delibera n. 125 del 25 gennaio 2012 della Giunta della Regione Puglia.

L’Istituto è composto dai seguenti plessi che presentano situazioni ambientali diverse. Tutti si caratterizzano per la completa accoglienza dei bambini senza nessuna discriminazione: di razza, di lingua, religione, condizioni psicofisiche e socio-economiche:

  • SCUOLA INFANZIA "VIA MICHELANGELO" - VIA MICHELANGELO - TEL. 080/3741743
  • SCUOLA PRIMARIA "PLESSO CASSANO" -  VIA G. SALVEMINI, 7 - TEL. 080/3714029
  • SCUOLA S. 1°GRADO "A. DE RENZIO" -  VIA BERLINGUER,  - TEL. 080/3740416 

CENNI STORICI

La Scuola Elementare, edificata nel 1970 in via G. Salvemini come 2° Circolo Didattico, è stata intitolata nel 1971 all'ex Provveditore agli Studi, il bitontino "Vito Felice Cassano".

La Scuola Media, istituita nel 1974 come 4° gruppo e successivamente intitolata alla Prof.ssa Anna de Renzio, dal 1° settembre 2016 è ubicata in via Berlinguer.

Vito Felice Cassano nasce a Bitonto il 19 gennaio 1899. Avviato agli studi mostrò ben presto formidabile ingegno e ferrea volontà. Nel 1916 conseguì l'abilitazione Magistrale e subito dopo anche la maturità Classica per isciversi alla facoltà di Lettere e Filosofia di Napoli. Insegnò storia e filosofia nei licei di Altamura, Lecce e Bari. Successivamente fu tra i primi a vincere il concorso a Preside assegnato, resse la sede di Conversano prima e poi del Liceo Classico C. Sylos di Bitonto. Sempre per meriti culturali e didattici il Ministero della Educazione Nazionale nel 1940 lo nominò Provveditore agli Studi di Matera donde nel 1947 fu trasferito a Foggia. Nel 1957 arrivò a Bari sempre come Provveditore agli Studi. Si spense il 15 agosto 1971 e la sua Bitonto, riconoscente volle dedicare il suo nome ad un nuovo edificio scolastico della Scuola Elementare.

(Prof. Vito Felice CASSANO)

Anna de Renzio nasce a Bitonto il 19 giugno 1889. Ben presto manifesta eccellenti doti d’ingegno al punto da indurre i genitori a farle proseguire gli studi, dopo la 5^ elementare, nel liceo-ginnasio “Carmine Sylos”, frequentato, fino a quel momento, solo da allievi di sesso maschile.Frequenta l’Università a Padova dove nel 1912, a soli 23 anni, si laurea in lettere a pieni voti con una tesi molto apprezzata sul dialetto bitontino.Anna de Renzio diventa, cosi, la prima donna laureata di Bitonto.Esplica la sua professione di insegnante, non senza comprensibili difficoltà dato il momento storico vissuto in Italia (guerra libica e, poi, prima guerra mondiale) in alcune scuole del Veneto, nel Magistrale di Lecce, in quello di Bari e nel liceo-Ginnasio di Bitonto.Passa, infine, al ginnasio “Carmine Sylos” e dal 1940 al 1943 le viene conferita la nomina di preside incaricata. Rimane nella scuola fino al 1955 quando va in pensione dopo 42 anni di insegnamento, durante i quali ha formato generazioni di giovani trasmettendo loro il meglio della sua mente e del suo cuore.Muore il 26 gennaio 1975 a 86 anni.lI 29 novembre 1976 il Consiglio comunale, retto da una maggioranza di sinistra, su relazione del prof. Domenico Saracino con delibera n.386, vota all’unanimità l’intitolazione del 4° gruppo della scuola media alla prof.ssa Anna de Renzio.

La motivazione inviata per tale occasione dal Vescovo del tempo Mons. Aurelio Marena è la seguente: "La prof.ssa Anna de Renzio, ricca di doti intellettuali e di molteplici qualità, oltre al suo impegno sul piano ecclesiale con responsabilità anche di carattere nazionale, offre, nel suo servizio al mondo e alla comunità civile, le sue valide energie, testimoniando la sua fede nella libertà e negli alti valori umani, quando tale testimonianza era considerata una violazione dell’ordine civile. Infatti non si piega alle insinuazioni e alle minacce delle autorità fascista del tempo e, insieme con il noto pedagogista prof. Giovanni Modugno suo conterraneo, con il prof. Petraglione, Preside del Magistrale di Bari e con tanti altri, concorre, in modo umile e fermo, alla nascita e alla crescita della resistenza morale al fascismo nella nostra terra, educando le nuove generazioni agli ideali di libertà”.

(Prof.ssa Anna de RENZIO)